Una vittoria per una battaglia durata più di un decennio malgrado la massiccia astensione dei paesi dell’Unione Europea. E, peggio dell’astensione, sono state le motivazioni presentate dall’Austria a nome dell’Unione Europea 1 e da alcuni altri paesi come la Francia: argomenti che poco hanno a che vedere con i contenuti, come pretendere che esista la contraddizione tra la dichiarazione ed alcuni trattati internazionali come quello sulle risorse genetiche per l’agricoltura e l’alimentazione o la convenzione sulla biodiversità, da cui – al contrario – gli articoli nella dichiarazione sulle sementi o la biodiversità sono stati estratti. Così come l’argomento che i diritti umani sono individuali per negare ogni riferimento sulla natura collettiva di alcuni diritti umani fondamentali già presenti in
trattati internazionali. Scuse per nascondere un fondo di disprezzo per chi fa un lavoro duro, fondamentale per la vita di tutti, in condizioni - riconosciute da tutti - di violazione dei diritti umani fondamentali.

L’Italia - come sempre più spesso ormai – brilla per la sua totale incapacità di avere una posizione propria sulle questioni agricole nascondendosi dietro la posizione dell’UE, malgrado lo sforzo fatto da noi, da altre associazioni contadine e organizzazioni della società civile nei confronti delle più alte istanze del nostro Paese per ottenere un voto positivo.

Confidiamo e siamo pronti ad agevolare un atteggiamento più costruttivo e attento delle nostre istituzioni che prenda atto, finalmente, dell'importanza di questa dichiarazione di diritti collettivi che può e deve accompagnare le scelte del nostro Paese in materia di Politiche Agricole, leggi per il riconoscimento dell'agricoltura contadina e i diritti di braccianti autoctoni e migranti.

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1 L’Austria ha la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea sino al 31 12 2018 https://www.consilium.europa.eu/it/council-eu/presidency-council-eu/

 

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