COSA PUO VENIR FUORI DA UN INCONTRO OCCASIONALE

Oggi sono molto contento di riportarvi il dialogo a distanza che è avvenuto in questo mese d’agosto con il mio amico Patrizio Mazzucchelli, titolare di Raetia Biodiversità Alpine insieme a Greta Roganti e seed savers di Pro Specie Rara. In Valtellina tra le molte attività si è occupato di riscoprire e preservare antiche varietà sia di cereali che di grano saraceno. Dopo esserci incontrati qualche anno fa Patrizio ha iniziato a coltivare una popolazione di grano saraceno e oggi finalmente abbiamo modo di parlarne un po’. Ecco quello che siamo detti.

Patrizio potresti brevemente raccontarci l’attuale situazione del grano saraceno a Teglio?sperimentazione coltivazione miscuglio grano saraceno

Teglio è un comune che si sviluppa partendo dalle cime delle Alpi Retiche (sponda soliva) arriva nel fondo valle e risale sino alle cime delle Alpi Orobie. Sino a 40/50 anni fa la coltivazione dei cereali alpini tradizionali era praticata su entrambe le sponde
e comprendeva Segale, Orzo, Grano Saraceno, Miglio, Panico e ultimo arrivato il Mais.
Alla fine degli anni ’90 a Teglio erano rimaste non più di 4/5 Famiglie che coltivavano Grano Saraceno ed una unica famiglia che coltivava Segale, l’area complessiva era di ca. 7.000 mq.

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Perché hai deciso di fare una popolazione?


Ho deciso di fare una popolazione poiché alcune persone anni fa mi dicevano che c’è il rischio di indebolimento genetico, altre che il grano saraceno di Teglio oramai non esisteva più. Queste affermazioni si scontravano con parenti e amici che coltivavano e coltivano le varietà autoctone.
Certo che sin da ragazzo non ho mai visto il grano saraceno omogeneo di un solo colore posso pensare che forse sia stato sempre una popolazione.

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https://salvatorececcarelli.wordpress.com/2018/08/26/patrizio-mazzucchelli-e-le-popolazioni-di-grano-saraceno/