Nel testo della Decisione le popolazioni sono definite come quel materiale eterogeneo prodotto con le seguenti tecniche:

  1. l’incrocio di cinque o più varietà in tutte le combinazio­ni, seguito dalla riunione della progenie (bulking) e dal­ l’esposizione dello stock alla selezione naturale sulle ge­nerazioni successive;
  2. la coltivazione congiunta di almeno cinque varietà di una specie in cui predomina la fertilizzazione incrociata, la riunione della progenie, la risemina ripetuta e l’esposi­zione dello stock alla selezione naturale finché non sono più presenti piante della varietà iniziale;
  3. l’incrocio di varietà con l’utilizzo di protocolli di incrocio diversi da quelli indicati ai punti i) o ii) per produrre una popolazione con analoghe diversità che non contiene varietà.

Ovviamente per essere messe in commercio queste popolazioni devono essere identificabili, e quindi vanno descritte indicando:

  • le varietà utilizzate nell’incrocio per la creazione della popo­lazione;
  • i sistemi di selezione come definiti nei rispettivi protocolli;
  • la regione di produzione;
  • il grado di eterogeneità, in particolare nelle specie autogame;
  • le sue caratteristiche di cui all’articolo 7, paragrafo 2, lettera f).

Le etichette delle confezioni o dei recipienti contenenti le sementi comprendono i seguenti elementi: 
    la dicitura «Sperimentazione temporanea secondo le norme dell’UE»;
l’organismo di certificazione delle sementi e lo Stato membro, o la loro sigla;
il nome e l’indirizzo del produttore responsabile dell’apposizione dell’etichetta o il suo codice di registrazione;
 la regione di produzione; 
il numero di riferimento del lotto; 
 il mese e l’anno della sigillatura, indicati come segue: «sigillato ...» (mese e anno) o mese e anno dell’ultimo campionamento ufficiale a fini di controllo indicati come segue: «campione prelevato...» (mese e anno); 
la specie, indicata almeno con la sua denominazione botanica, che può essere riportata in forma abbreviata e senza i nomi degli autori, in caratteri latini; 
la denominazione della popolazione; 
lo Stato membro di produzione, se diverso dal punto 2; 
il peso netto o lordo dichiarato o il numero dichiarato di sementi; 
in caso d'indicazione del peso e di utilizzazione di antiparassitari granulari, di sostanze di rivestimento o di altri additivi solidi, la natura dell’additivo e il rapporto approssimativo fra il peso di semi puri e il peso totale; 
in caso di ri-analisi per lo meno della facoltà germinativa, la dichiarazione del livello di germinazione sull’etichetta. Tali informazioni possono essere fornite su un adesivo apposto sull’etichetta. 


Ad oggi non sono molti i paesi europei che hanno aderito a questo esperimento e la prima popolazione sarà commercializzata in Inghilterra da parte dell’Organic Research Center, uno dei partner del progetto europeo SOLIBAM (vedi tabella seguente per il dettaglio dei paesi e delle specie). 

In Italia hanno fatto richiesta di partecipare a questa fase sperimentale: l’Università di Perugia con una popolazione di orzo, l’Università di Bologna con la miscela Virgo di frumento tenero, l’Università di Firenze con una popolazione di frumento duro costituita con il progetto LIFE Semente Partecipata, e Rete Semi Rurali con le popolazioni di frumento tenero e duro provenienti dal progetto SOLIBAM e adattatesi nei diversi contesti regionali.